Palmanova la città stellata. correre nella storia. Città fortezza, patrimonio dell'umanità Unesco

Costruita nel 1593 dalla Repubblica di Venezia, Palmanova è una città-fortezza conservata in condizioni straordinarie. Il suo nome deriva dall’antico borgo di Palmada, sul quale fu costruita.

Inizialmente, il progetto fu affidato a Leonardo Da Vinci, ma questo essendo impegnato alla corte del Moro a Milano, si limitò ad un sopralluogo durante il quale sembra abbia fornito importanti indicazioni. La Repubblica di Venezia allora decise di affidare il progetto a Giulio Savorgnan e Marcenatonio Martinengo.

La leggenda di come è stata ideata Palmanova racconta di quindici provveditori, i quali durante una ispezione del terreno furono colpiti da un temporale e trovarono riparo in una cappella. Mentre aspettavano che la pioggia cessasse, una ragnatela cadde dal soffitto, posizionandosi perfettamente davanti a loro. Guardandola ebbero l’illuminazione per il progetto della futura fortezza.

Il comune è molto popolare in Italia, proprio per la singolare forma della pianta della città: una stella a nove punte geometricamente perfetta. I costruttori hanno imposto questa armonia geometrica credendo che la bellezza rafforzi il benessere di una società.

Viene per questo chiamata “la città stellata“, progettata e costruita sulla base del numero 3 e i suoi multipli: la stella è a 9 punte, si contano 9 bastioni di fortezza e sempre 9 cerchie della cinta muraria. Per accedere alla cittadina, ci sono 3 porte di accesso, 18 strade radiali e 6 strade principali che convergono verso il centro, il quale è costituito da una piazza dalla forma esagonale.

Monumento nazionale dal 1960, nel 2017 è entrata a far parte del Patrimonio dell’umanità Unesco nel sito transnazionale Opere di difesa veneziane tra il XVI e il XVII secolo: Stato da Terra – Stato da Mar occidentale.

Palmanova, citta’ di fondazione, ha una precisa data di nascita: 7 ottobre 1593. Nonostante questa, ci volle quasi un altro secolo per vedersi completata. Tale data prematura fu comunque scelta dai rappresentanti della Repubblica di Venezia in quanto ricordava due eventi importanti nella storia della repubblica: il primo, di carattere religioso, era la ricorrenza di Santa Giustina, che diventerà patrona della nuova città; il secondo, di carattere civile, era l’anniversario della vittoria di Lepanto sui Turchi il 7 ottobre 1571.

Con la scelta di quest’ultimo avvenimento, la Serenissima voleva lanciare un messaggio inequivocabile riguardo la funzione della nuova fortezza che fungeva da barriera alle invasioni ottomane, non solo della Repubblica ma dell’intera cristianità.

Pur essendo una fortezza, Palmanova non vide mai una battaglia, e nonostante la sua apparente impenetrabile difesa, dopo esser rimasta per più di duecento anni sotto il dominio della Serenissima, Palmanova fu conquistata due volte. La prima ad opera dal generale Napoleone Bonaparte nel 1797 e una seconda volta dal Regno d’Italia nel 1806.

Durante la prima e seconda guerra mondiale, Palmanova rappresentò una posizione strategica per l’esercito italiano, che installò ospedali, depositi e terreni di perforazione nella zona.

La città divenne poi un monumento nazionale nel 1960.

Palmanova e Unesco patrimonio mondiale dell'umanità

Palmanova è stata annoverata il 9 luglio 2017, assieme alle altre fortezze partner del sito promosso, tra i beni considerati patrimonio dell’umanità.

Le “Opere di difesa veneziane tra il XVI ed il XVII secolo” sono infatti entrate a far parte della lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, dopo che la visita della commissione ministeriale ha sancito la valenza storico architettonica delle fortificazioni, supportata anche da un accurato dossier scientifico.

La proclamazione ufficiale a Cracovia da parte del Comitato del Patrimonio Mondiale ha iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Unesco il 53° sito italiano, in particolare il 5° friulano. Alla regione del Friuli Venezia Giulia sono stati infatti riconosciuti Aquileia, iscritta al patrimonio dell’umanità con la Basilica paleocristiana nel 1998, la Cividale Longobarda nel 2011, i siti naturalistici delle Dolomiti nel 2009 e il sito palafitticolo del palo di Licenza nel 2011.

Tra le tre città Aquileia, Cividale e Palmanova, il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione italiana che, in pochi chilometri, è in grado di racchiudere e ricordare ancora 2000 anni di storia, dall’antichità al Rinascimento, passando per il Medioevo.

Il nuovo sito comprende anche le opere di difesa presenti a Bergamo e Peschiera del Garda oltre che Palmanova, per l’Italia, Zara e Sebenico, per la Croazia, Cattaro per il Montenegro
Martines commenta l’ingresso della città stellata nel patrimonio Unesco: «Entrare a far parte dei beni considerati patrimonio dell’umanità è riconoscere il valore inestimabile della cultura e della storia della città stellata. Da oggi gli amministratori e i politici a tutti i livelli, oltre ai cittadini, hanno un responsabilità in più verso questa città, per conservarla e valorizzarla come merita».

Come raggiungere Palmanova comodamente al centro del Friuli Venezia Giulia

Palmanova è sempre stata considerata privilegiata e per la sua posizione geografica strategica, anche a livello internazionale. Tuttora la città stellata si pone in un punto chiave, comodo da raggiungere sia dall’Italia che dalla vicina Slovenia e Austria, avendo a disposizione tutti i collegamenti utili per gli spostamenti. Se la si vuole raggiungere in auto, si ha a disposizione le autostrade A4 (da e per Venezia, Trieste), A23 (da e per Udine, Tarvisio) e la statale 352.
Dispone anche di un servizio di autobus SAF e di autoservizi FVG.
Inoltre è ben collegata con la linea ferroviaria Udine e di Cervignano del Friuli e a soli 35 Km di distanza si trova l’Aeroporto di Ronchi dei Legionari.

Distanze in Friuli Venezia Giulia: Trieste (km. 55) — Udine (km. 20) — Gorizia  (km. 28) — Grado (km. 27) — Lignano Sabbiadoro (km. 45) —Pordenone (km. 55)

Distanze rispetto ad altre città: Venezia (km. 120) — Padova (km. 138) — Treviso (km. 97) — Vicenza  (km. 158) — Verona (km. 208) — Brescia (km. 274) — Bergamo (km. 319) — Milano (km. 358) — Trento (km. 253) — Belluno (km. 167) — Ferrara (km. 167) — Bologna (km. 246)

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